DISTURBI DA DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITA’ E DISTURBI DELLA CONDOTTA

 

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività 

 

Si caratterizza per una modalità di disattenzione e/o di iperattività-impulsività che è più frequente e più grave di quanto si osservi tipicamente in bambini della stessa età; possono essere osservati comportamenti iperattivi scarsamente modulati, associati a una marcata disattenzione e a una mancanza di perseveranza nell’esecuzione di un compito. Le caratteristiche principali sono la mancanza di perseveranza nelle attività che richiedono un impegno cognitivo e la tendenza a passare da un compito all’altro senza completarne alcuno, insieme a un’attività disorganizzata, mal regolata ed eccessiva.

Tale modalità causa compromissione in almeno 2 contesti significativi dello sviluppo del bambino, a casa e a scuola, e un’interferenza col funzionamento sociale, scolastico o lavorativo adeguato al livello di sviluppo.

 

Disattenzione:

La definizione di questo criterio è stabilita in base alla presenza di 6 o più comportamenti che si presentano con frequenza come non riuscire a prestare attenzione ai particolari o commettere errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro, o in altre attività di gioco; non ascoltare; non seguire le istruzioni e non portare a termine i compiti scolastici, le incombenze, o i doveri sul posto di lavoro (non a causa di un comportamento oppositivo o di incapacità di capire le istruzioni); avere difficoltà a organizzarsi nei compiti e nelle attività; evitare, provare avversione o essere riluttante a impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto (come compiti a casa o a scuola); perdere gli oggetti necessari per i compiti o le attività; essere facilmente distratto da stimoli estranei.

 

Iperattività e impulsività:

La definizione di questi criteri è stabilità in base alla presenza di almeno 6 comportamenti che si presentano con frequenza come: muovere con irrequietezza mani o piedi o dimenarsi sulla sedia; lasciare il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui si deve restare seduto; muoversi e saltare dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo; avere difficoltà a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo; parlare troppo e fuori contesto; manifestare impazienza; avere difficoltà a tenere a freno le proprie reazioni; avere difficoltà ad attendere il proprio turno; interrompere spesso gli altri o intromettersi in attività altrui al punto da causare difficoltà nell’ambiente scolastico, sociale o familiare.


tutti questi sintomi possono comunque essere, più che un vero e proprio disturbo dell'attenzione, legati a vissuti di angoscia e di depressione.

 

 

Disturbo oppositivo provocatorio

 

Definizione: Modalità di comportamento negativistico, ostile e provocatorio nei confronti delle figure che si prendono cura del bambino e delle autorità in genere che supera le normali aspettative per età e livello di sviluppo. Tale modalità deve essere presente per un periodo di almeno 6 mesi e deve costituire una compromissione significativa del funzionamento sociale, scolastico o familiare. Tra i comportamenti riscontrati vi sono perdita di controllo, litigi con gli adulti, opposizione attiva o rifiuto di rispettare le richieste o le regole, azioni deliberate che causano fastidio ad altri, essere collerici, dispettosi o vendicativi.


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