L’acquisizione del controllo sfinterico e quindi della pulizia presenta due aspetti, da un lato quello fisiologico con la maturazione dei muscoli deputati, dall’altro quelli psicologici legati alla relazione genitore-bambino. Nel momento in cui questi ultimi presentino delle difficoltà si possono manifestare i sintomi legati all’espulsione-ritenzione di feci e urine come l’enure, l’encopresi, la costipazione.

 

L’acquisizione della pulizia e del controllo sfinterico urinario ed anale è caratterizzata dal passaggio da un comportamento riflesso automatico ad un comportamento volontario controllato. Questa capacità di controllo dipenda quindi dalla maturazione della muscolatura degli sfinteri che avviene in modo completo intorno e dopo i 3 anni.

Oltre a questo è necessario dire che l’acquisizione della pulizia è uno degli elementi principali nel progredire del rapporto madre-bambino; in particolare le feci rappresentano la prima forma di creatività del bambino, egli ne è soddisfatto ed è felice se i genitori accettano questa sua creazione.

Essendo considerate come una parte di sé l’accettazione delle feci corrisponde all’accettazione della capacità del bambino di esprimere se stesso; a seconda che si senta o meno accettato tenderà a espellere senza problemi oppure a ritenere le feci.

Nel tempo si effettuerà un passaggio tramite il quale si passerà dalla polarità ritenere-espellere  a quella dare-trattenere e poi infine alla distinzione buono-cattivo.

 

Enuresi

È definita enuresi primaria l’emissione attiva completa ed incontrollata di urina dopo che sia passata l’età della maturità fisiologica che in genere si considera acquisita completamente tra i 3 ed i 4 anni. L’enuresi secondaria si caratterizza come un ritorno dopo un periodo in cui il controllo è stato acquisito. Può essere diurna o notturna e quest’ultima è la più frequente.

Le cause psicologiche (una volta escluse quelle mediche) sono le più evidenti, ed il principale fattore è rappresentato dalla relazione con l’ambiente;separazioni, nascita di un fratello, emozioni molto forti, inserimento scolastico.

Un elemento decisivo è l’interesse maggiore o minore dei genitori verso l’acquisizione del controllo; per esempio educazione sfinterica precoce che non rispetta i ritmi del bambino, spesso i genitori sono particolarmente fobici nei confronti dello sporco oppure, all’opposto, eccessivo desiderio di occuparsi del lavaggio del bambino che finisce per renderlo meno attivo verso l’acquisizione del controllo.

 

Encopresi

L’encopresi è rappresentata dalla defecazione nelle mutande in un bambino che abbia superato l’età per il controllo sfinterico ossia intorno ai 3 anni. Anche l’encopresi può essere primaria o secondaria e diurna o notturna, in questo caso quella diurna sembra essere la più frequente. Spesso si sviluppa in seguito alla costipazione. Le reazioni del bambino possono essere di due tipi; o si rivela indifferente al sintomo oppure attua comportamenti di dissimulazione come nascondere le mutande oppure a volte lavandole.

I bambini encopretici appaiono ansiosi e passivi con una aggressività rimossa che si sviluppa in condotte oppositive e spesso si somatizza in questa patologia; in sintesi non sente di poter esprimere l’aggressività direttamente e lo fa indirettamente sporcando le mutande con le feci. Questo porta alla relazione con l’ambiente familiare; la relazione privilegiata è quella con la madre mentre il padre sembra essere periferico o assente. Spesso queste madri si dimostrano ansiose ed iperprotettive e manifestano l’ansia tramite comportamenti rigidi riguardo il controllo sfinterico. Spesso si manifesta in seguito a forti cambiamenti nell’ambiente familiare.

 

Costipazione

La costipazione costituisce una frequente fonte di preoccupazione dei genitori; l’espulsione delle feci può essere una delle attività principali attraverso cui si manifestano i conflitti familiari anche perché il bambino può inconsciamente utilizzarla per controllare i suoi genitori. Da un punto di vista psicodinamico la costipazione può indicare che il bambino effettua un rigido controllo di se stesso o di parti di sé che non ama perdere esponendole all’ambiente anche perché teme che non  vengano accettate. In seguito il trattenere le feci diventa una reazione alla preoccupazione dei genitori verso il controllo degli sfinteri; in questo senso maggiore è l’ansia dei genitori affinchè il bambino faccia la cacca maggiore sarà la difficoltà per il bambino a farla.



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